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Kefka Palazzo
AmanoKefka.png
Dati biografici
Kana ケフカ・パラッツォ (Kefuka Parattso)
Età 35
Nato Imprecisato, 19 novembre
Morto Torre di Kefka, un anno dopo l'apocalisse
Dati fisici
Razza Umano
Capelli Biondi
Occhi Azzurri
Altezza 1,62 m
Peso 48 kg
Gruppo sanguigno AB
Informazioni
Arma Nessuna
Occupazione
  • Primo ministro, mago di corte e generale imperiale (mondo in equilibrio)
  • Divinità (mondo in rovina)
Affiliazione
Forme
Attacco finale Derelitto
Dietro le quinte
Comparse
Personaggio di Final Fantasy VI
FFVI Kefka Laugh iOS.gif
Nbwahahah... Non c'è musica migliore di centinaia di voci che urlano di dolore all'unisono! Nbwahahahah!
—Kefka

Kefka Palazzo è l'antagonista principale di Final Fantasy VI. Il suo nome giapponese, pur essendo pronunciato in modo uguale, è scritto Cefca Palazzo.

Crudele, spietato e disumano stratega militare, è stato la prima cavia degli esperimenti che crearono i Cavalieri Magitek, ma a causa di ciò ha perso il lume della ragione, ed è trattato più come un mago di corte che come un vero generale dell'esercito. Pur essendo al servizio dell'Imperatore Gestahl, la sua mente instabile lo rende pericoloso anche per i suoi alleati, e i suoi interessi divergono progressivamente da quelli del suo capo man mano che la trama del gioco avanza.

Kefka, insieme a Sephiroth, viene solitamente descritto come il cattivo più popolare della saga, ed è considerato dalla critica uno dei più grandi antagonisti videoludici. Molti cattivi futuri della serie riprenderanno, in chiave differente, numerose idee e concetti alla base del personaggio. Soprannominato dagli appassionati "clown psicopatico", compare anche in Dissidia Final Fantasy e Dissidia 012 Final Fantasy, oltre ad alcuni spin-off minori della serie.

Contrariamente a molti cattivi di Final Fantasy, generalmente distaccati, spietati e fissi sui loro obiettivi, Kefka è folle e distruttivo. È noto per le sue battute taglienti, la sua magnifica trasformazione finale (grazie a lui diventata una sorta di tradizione nella serie) e il suo atteggiamento sociopatico e misantropo, oltre, naturalmente, al suo aspetto iconico ed unico di clown.
Il tratto più caratteristico di Kefka rimane senza dubbio la sua risata, realizzata appositamente per il gioco: sguaiata e maniacale, è stata spesso riproposta in altri media, ed è uno degli effetti sonori più iconici del mondo videoludico.

ProfiloModifica

Aspetto fisicoModifica

L'aspetto di Kefka è modellato su quello di un clown, o di un giullare. Come gli altri personaggi di Final Fantasy VI, è stato disegnato da Yoshitaka Amano in numerosi modi diversi, ma è comunque presente un abito che ricorre in più di un ritratto: esso comprende un completo in tessuto rosso e giallo, ornato con scoordinati mucchi di sciarpe, mantelli, pellicce, il tutto con motivi che vanno dai pois alle strisce; porta un collare rosso e bianco intorno al collo e stivali a punta; la tuta possiede inoltre una gamba sola, e quella mancante rivela una calzamaglia azzurra. Questo completo è utilizzato come costume base per Kefka anche in Dissidia. Altri abiti da lui indossati presentano tonalità più tendenti al verde, come anche il suo sprite di gioco, composto da una tuta rossa e gialla con un mantello verde. In ogni caso, il volto di Kefka rimane quasi sempre lo stesso, truccato di bianco, con le labbra rosse, e linee dritte che scorrono perpendicolari agli occhi; i suoi capelli biondi sono infine legati a coda di cavallo e ornati con piume variopinte.

Nella sua forma divina, assunta nel finale del gioco, Kefka appare con un aspetto al tempo stesso angelico e demoniaco: ora è nudo, più muscoloso, con la pelle violacea e coperto da nient'altro che un semplice chitone, e sei grandi ali partono dalla sua schiena, il paio superiore e quello centrale con l'aspetto di angeliche ali piumate, mentre il paio inferiore simile ad ali di pipistrello. Il suo volto è tracciato da un diabolico ghigno, con gli zigomi tanto accentuati che sembra avere un "sorriso di Glasgow", con la bocca che si prolunga sulle guance.

PersonalitàModifica

Kefka appare come un uomo maniacale, irascibile, violento, distruttivo e crudele, uno psicopatico senza alcun riguardo per la vita, nè rimorso per le sue azioni, per quanto terribili possano essere. È solito fare battute pesanti, ridere in maniera isterica mentre semina il caos, provare piacere nella sofferenza altrui e odiare ogni cosa al mondo. Il suo unico piacere nella vita è portare morte e distruzione ai suoi nemici, ma se inizialmente si tratta di pura misantropia, nel corso del gioco degenera presto in nichilismo, che lo porta a desiderare la distruzione di ogni cosa, culminando con il famosissimo monologo nel climax del gioco.
Durante la storia, Kefka dimostra di non avere alcun autocontrollo o freno inibitorio, e mette subito in chiaro la sua intenzione di diventare una divinità e uccidere ogni cosa, evidenziando la sua megalomania. Un altro suo tratto, non troppo considerato nel gioco originale ma presente in altri media, è un forte narcisismo: adora profondamente la sua immagine, e il modo in cui si veste è il suo modo di "decorare" l'opera d'arte che considera se stesso. Kefka può essere considerato un bambino nel suo pieno delirio di onnipotenza, con la differenza che possiede le facoltà per esaudire questo desiderio: per lui distruggere e uccidere è come una specie di gioco senza senso, e crede che il mondo e le sue vittime siano a sua completa disposizione. Questo dettaglio è evidenziato maggiormente nell'edizione giapponese del gioco, in cui Kefka si riferisce a se stesso usando il pronome personale "boku-chin", che generalmente uscirebbe dalla bocca di un bambino.

StoriaModifica

Orphan (crisi).pngPericolo Spoiler: Seguono dettagli su trama e/o finale. (Salta sezione)Orphan (crisi).png

CarrieraModifica

Non si sa molto della vita di Kefka prima degli eventi di Final Fantasy VI, in quanto poche persone lo conoscevano bene e ancora meno ne volevano parlare. Si sa solo che era un ufficiale dell'esercito imperiale e che entrò nel primo progetto Magitek all'età di diciannove anni. Gli esperimenti condotti dallo scienziato Cid usando l'energia magica degli Esper garantirono a Kefka enormi poteri magici, ma siccome il progetto non era ancora perfezionato, i vapori Magitek distrussero completamente la sua sanità, trasformandolo in un pazzo scatenato che distruggeva ogni cosa per puro divertimento. A causa di ciò, l'Imperatore arrivò a considerarlo come un uomo estremamente pericoloso, e lo dovette tenere a freno affidandogli sempre qualcosa da fare.
Sei anni dopo gli esperimenti, Kefka era diventato mago di corte dell'Impero, e aveva contribuito, con i suoi poteri, a unificare tutto il continente meridionale sotto la bandiera di Gestahl. Negli ultimi tempi aveva iniziato a studiare la storia degli Esper, per scoprire cos'altro poteva ottenere dalle creature che lo avevano reso così potente. Era anche molto interessato al piccolo "trofeo di guerra" portato dall'Imperatore Gestahl a Vector dopo la prima invasione del territorio degli Esper: una bambina di nome Terra Branford, nata dall'unione di una donna e di un Esper, che era stata messa in custodia al generale Leo Cristophe. La bambina aveva sufficiente potere magico da distruggere qualunque nemico dell'Impero, prospettiva allettante per Kefka, che tuttavia era ansioso di vedere cos'altro fosse in grado di fare.

Kefka riuscì a convincere Gestahl ad affidare Terra alle sue cure, se non altro per le affinità in campo di conoscenze magiche, e il sovrano gli concesse questo onore. Per essere sicuro che la piccola gli obbedisse, Kefka le mise sul capo una corona della schiavitù, che inibiva il suo libero arbitrio e la costringeva a eseguire qualunque ordine le fosse impartito.
Dieci anni dopo, Kefka decise di mostrare all'Impero i frutti dell'addestramento di Terra, scatenandole contro 50 delle migliori unità Magitek imperiali e vedendole bruciate vive con i loro blindati in meno di un minuto. La sua pupilla era pronta per la prima missione sul campo: ritrovare l'Esper congelato nella città mineraria di Narshe.

La ResistenzaModifica

Idiota! Leggi il labiale. La pietà è da stolti! Lo sai che "guerreggiare" fa rima con "sterminare", vero? Quindi, se i civili sono d'intralcio, uccidili! Avanti, marsc'!
—Kefka

La missione non andò esattamente come l'Impero si era prefissato: il plotone con cui Terra era partita non fece più ritorno e la ragazza fu presa dal gruppo anti imperiale della Resistenza, e un uomo di nome Locke la portò al castello di Figaro per proteggerla. Kefka, informato dei movimenti del gruppo, non perse tempo e si incamminò nel deserto di Figaro per raggiungere il castello, costringendo due soldati che lo accompagnavano a lustrargli gli stivali sporchi di sabbia. Si presentò quindi al re Edgar in qualità di ambasciatore per negoziare la restituzione della ragazza. Edgar, che supportava la Resistenza, fece finta di non sapere nulla, e per tutta risposta, Kefka ordinò ai suoi soldati di dare alle fiamme il castello. Con sua grande sorpresa, però, la struttura sprofondò nella sabbia del deserto, mentre Edgar, Locke e Terra fuggivano in groppa a dei chocobo.

Infuriato per aver subito un tale affronto, Kefka fece ritorno all'accampamento imperiale a poca distanza dal regno di Doma, in quel periodo in guerra con l'Impero, per eseguire il suo dovere di ufficiale. In quel periodo si vociferava che il clown intendesse prendere il posto di Leo Cristophe come miglior generale dell'Impero e ciò spaventava molti soldati, che progettavano di disertare se un evento del genere si fosse verificato. Leo, nel frattempo, pianificava l'assedio in modo che non vi fossero inutili perdite in entrambi gli schieramenti, mentre Kefka preferiva attaccare istantaneamente. Sfortunatamente, un dispaccio imperiale richiamò Leo a Vector, e il generale lasciò ingenuamente il comando a Kefka, lasciandolo libero di fare sostanzialmente quello che voleva. E ciò che Kefka voleva non era per niente bello.
Kefka fece preparare subito un potente veleno capace di uccidere una persona in pochi istanti, e lo versò senza pensarci un attimo nelle riserve d'acqua di Doma, ansioso di sentire le urla di dolore di un intero popolo: commise, in poche parole, un autentico genocidio. Il suo gesto costò la vita a migliaia di persone, non solo l'intero popolo di Doma, ma anche suoi soldati imprigionati, e nessuno, nemmeno nell'Impero, riuscì mai a perdonarlo. Le cose si fecero più movimentate per Kefka quando uno dei soli due sopravvissuti di Doma, Cyan Garamonde, si lanciò all'attacco giurando vendetta. Il samurai si alleò con Sabin Rene Figaro e l'assassino Shadow ed ebbe un piccolo scontro con il mago, prima di fuggire a causa dell'inferiorità numerica nell'accampamento.

Kefka lancia l'attacco.PNG

Kefka guida le sue truppe a Narshe.

In seguito, Kefka decise di riprendere ciò che aveva interrotto: doveva recuperare l'Esper congelato a Narshe. Il clown marciò quindi con un battaglione, intenzionato ad impossessarsi della creatura ad ogni costo, e ordinò ai suoi soldati di uccidere chiunque opponesse resistenza senza risparmiare nessuno, ricordando che "guerreggiare" fa rima con "sterminare". Una violenta battaglia ebbe luogo sulle montagne sopra la città, ma alla fine le forze imperiali furono respinte, e Kefka stesso fu sconfitto in uno scontro diretto. Giurando vendetta, il clown tornò a Vector per raccogliere altre forze, e anche per accumulare altro potere.

Acquisizione del potereModifica

Nbwahahah! Una traditrice... Oh, povera Celes! Sei sola ora...
—Kefka

Tornato nell'Istituto di ricerca Magitek, dove si era sottoposto ai primi esperimenti Magitek, Kefka iniziò ad assorbire energia dagli ultimi Esper catturati, iniziando con Ifrit e Shiva, e ponderò sul suo progetto di risvegliare l'antico potere della Triade della discordia, le tre divinità che avevano creato gli Esper e la magia. Dopo aver prosciugato Ifrit e Shiva del loro potere magico, il clown li gettò violentemente nella pila dei rifiuti come fossero spazzatura, e solo l'arrivo dei membri della Resistenza, guidati dall'ex generale imperiale Celes Chere, salvò i due.
Kefka aveva però calcolato anche la presenza di Celes nel gruppo, e aveva sparso la voce che la ragazza si era infiltrata nella Resistenza per suo conto. Al momento giusto, il folle mago raggiunse il gruppo ed esortò Celes a porre fine a quella pagliacciata e consegnargli le magiliti ottenute dagli Esper, prima di attaccare gli altri con dei blindati Magitek. Celes, per dimostrare che non era d'accordo con Kefka in alcun modo, teleportò se stessa, il mago e i blindati fuori dall'istituto, dando a Locke e gli altri il tempo necessario a fuggire.

Le magiliti recuperate permisero a Terra di scoprire le sue origini, e con questa consapevolezza, la ragazza decise di proteggere la sua razza dall'Impero. Terra e la Resistenza raggiunsero quindi la caverna degli Esper, dove si trovava il portale verso il loro mondo. Kefka li seguì fin lì, affermando di aver progettato di lasciare Terra al gruppo per tutto il tempo, in modo che potesse aprire il portale anche per l'Impero. Sfortunatamente, quando il varco si aprì, una gigantesca ondata di energia, seguita da un'orda di Esper furiosi, spazzò via Kefka e raggiunse Vector, mettendo la città a ferro e fuoco.
L'Imperatore Gestahl, prima un uomo crudele, decise di alzare bandiera bianca ai suoi nemici, e organizzò una cena nel suo palazzo per pianificare un trattato di pace con la Resistenza. Per dimostrare di essersi pentito e di non aver approvato i crimini di Kefka, Gestahl lo fece imprigionare e giurò che presto lo avrebbe condannato a morte. Prima, però, bisognava stabilire la pace anche con gli Esper: il trattato sarebbe stato firmato a Thamasa dal generale Leo e da Celes, e Gestahl promise che finalmente il mondo avrebbe conosciuto la pace.

DivinitàModifica

Riferirò al tuo Imperatore che sei un farabutto traditore!
—Kefka a Leo

Gestahl aveva mentito: il trattato di pace a Thamasa era una trappola per attirare gli Esper allo scoperto. Poco dopo la partenza della Resistenza, l'Imperatore rilasciò Kefka dal carcere e lo inviò al villaggio per attuare il suo piano. Kefka apparve proprio nell'istante in cui l'accordo di pace tra il generale Leo e l'ambasciatore Esper Yura stava per essere firmato, uccidendo gli Esper, tramortendo i membri della Resistenza e dando alle fiamme il resto del villaggio. Leo riuscì però a rialzarsi e, rivoltatosi contro i suoi stessi uomini, attaccò Kefka e, apparentemente, lo sconfisse.
Improvvisamente, apparve di fronte al generale l'Imperatore Gestahl in persona, che gli chiedeva di cessare le ostilità e capire i suoi intenti. In realtà, si trattava di un'illusione creata da Kefka stesso, come quella che Leo aveva combattuto poco prima: rivelate le sue vere sembianze, il clown mandò a terra il generale e, dicendogli che se ne sarebbe andato come un traditore, lo trafisse a morte.

Avvertendo la morte dei loro simili, gli Esper lanciarono nuovamente un attacco in massa a Thamasa, ma era proprio ciò che Kefka si aspettava che succedesse. Le creature sconfissero facilmente i soldati imperiali, ma furono sconfitte una per una dal potere sempre più crescente del folle mago, che raccolse fino all'ultima magilite. Tutti gli Esper erano morti, oramai nulla poteva impedire all'Impero di portare a termine il piano per la riconquista della magia. L'unica cosa che mancava erano loro: la Triade della discordia.

Sei davvero una stupida... Malvagia... Arrogante, piagnucolosa, falsa, inutile, orrenda donna... VILE DOPPIOGIOCHISTA!!!
—Kefka a Celes

Kefka e l'Imperatore Gestahl varcarono il portale per la terra degli Esper e raggiunsero le tre divinità pietrificate. A causa del risveglio del potere della Triade, il subcontinente in cui si trovavano si sollevò da terra, diventando un continente fluttuante che incombeva minaccioso sul resto del mondo. L'Imperatore iniziò ad assorbire potere dalle tre statue, mentre Kefka rimaneva a controllare la zona in attesa che arrivasse il suo turno. Improvvisamente, i membri della Resistenza, guidati da Terra e accompagnati da Celes, raggiunsero il duo e provarono ad affrontarlo, finendo però bloccati dalla magia dell'Imperatore. Celes supplicò il sovrano di fermare quella follia, ma questi cercò di riportarla dalla sua parte suggerendole che avrebbe potuto generare una nuova razza umana con Kefka. Il pagliaccio, dal canto suo, le mise in mano la spada dell'Imperatore, esortandola a uccidere i suoi amici per farsi perdonare, ma la ragazza, intenzionata a porre fine a tutto, trafisse Kefka a tradimento.

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Kefka e Gestahl di fronte alla triade della discordia.

Alla vista del proprio sangue, Kefka diede in escandescenza e si abbandonò completamente alla sua pazzia, posizionandosi in mezzo alla Triade della discordia con la chiara intenzione di risvegliarla. Gestahl, temendo che un tale gesto potesse distruggere il mondo, lo attaccò con la magia, ma con sua grande sorpresa nessun incantesimo ebbe effetto fintanto che Kefka si trovava in mezzo alla fonte del potere. Kefka, dandogli del povero inutile, iniziò a risvegliare le divinità e, attraverso il loro potere, tramortì il suo ex superiore. Affermando che forse non era tanto povero, ma certamente inutile, il pagliaccio gettò Gestahl nel vuoto, dopodiché iniziò la sua opera di distruzione spostando le statue dalla loro posizione originaria, rompendo l'equilibrio e rilasciando il loro potere. Improvvisamente, il redivivo assassino Shadow raggiunse la piattaforma su cui Kefka si trovava e spinse una delle statue contro un'altra, incastrandovi il clown in mezzo. Ciò, tuttavia, permise a Kefka di assorbire quasi tutto il loro potere in una volta, trasformandosi in un dio. Il continente fluttuante si schiantò al suolo, terremoti ed eruzioni modificarono la configurazione stessa del mondo, sigilli che avevano imprigionato creature apocalittiche per millenni si spezzarono e la magia si riversò in tutto il pianeta, distruggendo ogni cosa. Nel corso dell'anno che seguì, il terreno dove un tempo si trovava Vetor iniziò a girare su se stesso, attirando frammenti da tutto il mondo e salendo verso l'alto, creando una gigantesca struttura: la torre di Kefka.

Morte di un dioModifica

La vita... I sogni... Le speranze... Da dove vengono? E dove vanno? Sono cose insignificanti... E io le distruggerò!
—Kefka agli eroi durante la battaglia finale
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La "scalata" di mostri che porta a Kefka.

A un anno dall'apocalisse, Kefka governava il mondo in rovina come un dio, continuando a distruggere qualunque cosa gli desse il minimo fastidio con la sua luce del giudizio. Piano piano, un profondo nichilismo stava prendendo il sopravvento su di lui, ed era ormai chiaro che avrebbe distrutto l'intero mondo una volta che si fosse stancato della sua esistenza. Nel frattempo, però, i membri sopravvissuti della Resistenza si erano riuniti per fermare Kefka e, dopo aver sconfitto le creature che servivano il folle dio, raggiunsero la sua torre con una nuova aeronave.
Una volta raggiunta la torre e sconfitta la Triade della discordia ormai indebolita, gli eroi si trovarono finalmente davanti a Kefka. Il clown chiese loro come facessero, dopo tutto quello che avevano passato, a cercare ancora una ragione per vivere, affermò quanto la vita fosse totalmente inutile poiché il suo solo scopo è di finire, e chiese perché l'umanità non volesse accettare il fatto che ogni cosa soccomberà al tempo, prima o poi. Terra gli si avvicinò, e gli spiegò che non è la vita in sé ad essere importante, ma la ragione per cui si sceglie di viverla, al che tutti gli eroi mostrarono quanto fosse forte la loro voglia di vivere, in un discorso che per Kefka aveva lo stesso impatto di una commedia sentimentale da due guil.

Deciso a distruggere ogni possibile ragione di vita degli uomini, il dio della magia evocò una serie di demoni, creature sofferenti e macchinari di ogni tipo, e infine mise tutto se stesso nel celebre scontro finale. Assumendo la sua forma divina, Kefka diede del filo da torcere al gruppo di eroi, ma alla fine il loro sforzo combinato a quello degli Esper pose finalmente fine alle sue sofferenze. Così morì il folle dio, e con lui scomparvero dal mondo la magia e gli Esper. Fortunatamente la parte umana di Terra sopravvisse e poté assistere con gli altri eroi all'inizio di una nuova era.

Gli spoiler finiscono qui.

Poteri e abilitàModifica

Kefka è molto diverso dagli altri cattivi di Final Fantasy in termini di potere: contrariamente a questi ultimi, che generalmente sono già molto potenti al loro primo incontro con i protagonisti, il potere di Kefka aumenta vertiginosamente man mano che la storia avanza. Tra il primo scontro con lui all'accampamento imperiale e quello a Narshe, è ben visibile il suo netto miglioramento, specialmente per la sua capacità di usare magie sempre più potenti e spesso devastanti per il punto del gioco in cui sono usate. In seguito, Kefka sfrutta la forza degli Esper per diventare ancora più potente, assorbendone i poteri. Durante la sua apparizione a Thamasa, è divenuto in grado di creare illusioni vivide e realistiche, sconfiggere dozzine di Esper senza che questi possano neanche toccarlo, e usare anche la temibile magia Oblio, che uccide istantaneamente un avversario. In ogni caso, rimane comunque vulnerabile, come dimostrato dal fatto che Celes riesca a ferirlo senza problemi, anche se sembra provare più rabbia che dolore.

Kefka final boss.png

Kefka come dio della magia

Dopo aver ottenuto i poteri della Triade della discordia, Kefka diventa un vero e proprio dio, e la sua forza aumenta esponenzialmente. Ora è in grado di manipolare letteralmente la realtà, ed usare la magia a sua propria discrezione per distruggere ogni cosa: è a conoscenza delle magie più potenti in assoluto, come Ultima, può levitare per aria e far levitare altre cose attorno a lui e manipolare addirittura gli elementi al punto da creare una gigantesca torre utilizzando i resti di Vector e la superficie stessa del continente su cui si trova. La forza di Kefka è tale che persino le tre leggendarie divinità della Triade della discordia sono asservite al suo potere.
Con i suoi nuovi poteri, Kefka crea nuovi incantesimi, inclusa la potente magia Derelitto, divenuta il suo attacco firma, e l'attacco definitivo Luce del giudizio, che usa per distruggere qualunque suo nemico.

BossModifica

Articolo principale: Kefka (boss)
Articolo principale: Kefka (boss finale)

Kefka è combattuto dal gruppo a Narshe, dove il mago folle mira ad eliminare la Resistenza e il suo capo Banon, e a Thamasa in uno scontro programmato combattuto dal solo generale Leo. In entrambe le battaglie, Kefka basa il suo stile di combattimento sulla magia, senza risparmiarsi sulla potenza (a Narshe, un Buferara di Kefka potrebbe persino eliminare i personaggi in un sol colpo), fuggendo la prima volta ed ingannando il generale Leo la seconda. Di tanto in tanto, potrebbe azzardare un debole attacco fisico.

MusicaModifica

Il tema musicale di Kefka è chiamato semplicemente "Kefka", e si tratta di una composizione simile a una canzonetta di carnevale; nonostante questo, la canzone più celebre associata a Kefka è sicuramente "Ritmo fatato", o "Dancing Mad" (riprodotta durante la battaglia finale del gioco), un'opera per organo in più parti carica di toni cupi ed altisonanti, e ormai considerata una delle composizioni musicali più geniali del mondo videoludico.

Altre comparseModifica

Final Fantasy Tactics SModifica

FFTS Kefka Sprite.png

Nel capitolo tattico per dispositivi mobile Kefka appare come personaggio reclutabile.

Dissidia Final FantasyModifica

Kefka dissidia.png
Articolo principale: Kefka (Dissidia)

Nel conflitto tra la dea dell'armonia Cosmos e il dio della discordia Chaos, Kefka è il rappresentante di Final Fantasy VI nelle fila di Chaos, contrapposto a Terra.

Collaborando con Exdeath, Kuja e la Nube oscura, e manipolando segretamente gli ultimi due, non combatte per vincere il conflitto, ma per il semplice piacere di distruggere ogni cosa sul suo cammino. L'obiettivo principale di Kefka è però assoggettare Terra e costringerla a passare dalla parte di Chaos, in cui stava originariamente. Sfrutta inoltre Kuja per catturare il suo rivale Gidan, ma finisce per catturare Bartz al suo posto.
In questo universo, la personalità di Kefka è trattata in modo più tragico rispetto al gioco originale, mostrandolo come un uomo che cerca la distruzione per riempire il suo cuore vuoto.

Stravagante nel suo modo di comportarsi quanto in quello di combattere, Kefka è un personaggio difficile da padroneggiare a causa della particolare natura dei suoi colpi. I suoi attacchi Audacia sortiscono effetti aggiuntivi che li rendono imprevedibili, mentre gli attacchi PV sono forti, ma a raggio un po' corto. La sua trasformazione in modalità EX gli conferisce i poteri divini, e gli permette di usare la Luce del giudizio come attacco finale.
Il costume base di Kefka è basato sulla maggior parte degli artwork di Amano, dai toni rossi, blu e gialli, mentre il costume alternativo è un semplice recolor che lo rende simile allo sprite di battaglia del gioco originale.

Dissidia 012 Final FantasyModifica

Kefka ricompare nel prequel di Dissidia, sempre come guerriero di Chaos, assieme agli altri personaggi. Durante il dodicesimo ciclo, cerca di sabotare i piani per rovesciare Chaos orchestrati dai suoi alleati, rivelando il tradimento di Kuja agli altri guerrieri e facendo in modo che venga sconfitto da Lightning; inoltre porta Sephiroth ad attaccare Tifa per spingere Cloud a rivelare i suoi veri colori per proteggerla, e uccide personalmente la nube oscura dopo aver scoperto che ha indirizzato lei i guerrieri di Cosmos verso la crepa interdimensionale. Kefka usa Terra, che combatte dalla sua parte, come un'arma da guerra, finché Kuja non indebolisce il suo incantesimo, permettendo alla ragazza di resistergli e fuggire dalle sue grinfie con Vaan, che in questo gioco rappresenta il suo rivale.

Come tutti gli altri personaggi, anche Kefka possiede un nuovo costume alternativo, questa volta di colore verde, con una bandana e larghe maniche sugli avambracci.

Theatrhythm Final FantasyModifica

Kefka Theathrythm.png
Mago di corte dell'impero, Kefka è guidato unicamente da un'ossessiva ricerca del piacere. Con il potere degli Esper e della Triade della discordia nelle sue mani, il mondo intero sarà devastato da questo clown psicopatico.
—Descrizione

Kefka appare come nemico nei livelli battaglia di questo spin-off musicale.

Theatrhythm Final Fantasy Curtain CallModifica

Theatrhythm CC Kefka.png
Consumando il potere della Triade della discordia, Kefka si è trasformato in un dio terribile. Dalla cima della sua altissima torre di macerie, osserva il mondo che ha portato alla rovina e ride mentre semina distruzione indiscriminata a comando.
—Descrizione

Kefka ritorna in questo gioco con le stesse caratteristiche del titolo precedente. Questa volta, però, può apparire anche nella sua forma divina.

Pictlogica Final FantasyModifica

PFF Kefka.png

Kefka appare come personaggio giocabile in questo spin-off per smartphone.

Final Fantasy Airborne BrigadeModifica

Kefka è un alleato e un personaggio leggendario invocabile in questo social game. Inoltre, è apparso come boss durante un evento chiamato "Il massacro di Adegheiz".

Abilità:
  • Iperturbo
  • Tuonoga fulmineo
  • Buferaga ad arco
  • Buferaga spray
  • Derelitto 0
  • Alata distruttiva
  • Luce del giudizio
Abilità Leggenda:
  • Buferaga ad arco
  • Fuocoga tiramolla
  • Iperturbo
  • Alata distruttiva
  • Luce del giudizio

Etimologia e simbolismoModifica

Perché la gente insiste a creare cose, che finiranno per essere distrutte? Perché le persone celebrano la vita anche se sanno di dover morire? Anche se sanno che tutto ciò che fanno scomparirà con loro?
—Kefka sulla futilità dell'esistenza

Kefka, di cognome, fa Palazzo. Questo nome può essere sia un errore che una cosa voluta: il termine "palazzo", in questo caso, potrebbe essere riferito non alla parola italiana, ma al catalano "pallasso", che significa "pagliaccio", che è proprio il ruolo di Kefka; contemporaneamente a ciò, però, il cognome Palazzo potrebbe indicare che Kefka sia un rimando (forse allegorico, forse no) all'Italia, e rafforza quest'ipotesi il fatto chi sia vestito con gli abiti tipici di un giullare o di una maschera di carnevale.
Il nome Kefka è invece un rimando allo scrittore austriaco Franz Kafka, autore delle Metamorfosi. "Metamorfosi" è anche il nome del tema musicale udito nel momento in cui Kefka uccide gli Esper a Thamasa, e durante l'apocalisse.

Kefka, più di ogni altro malvagio della saga, è circondato da un'aura di misticismo e da un simbolismo molto profondo, che ben si accosta alla sua totale follia. La battaglia finale contro di lui è in qualche modo una metafora del viaggio di Dante Alighieri sulla montagna del Purgatorio nella Divina Commedia: il primo strato della torre è un gigantesco demone intrappolato dal petto in giù nel terreno, reminiscenza di Satana incastrato nella burella; il secondo strato contiene bestie, esseri umani e macchine, che collettivamente rappresentano il purgatorio (tra l'altro, tra le figure presenti, ce n'è una nella posizione del Cristo Crocifisso proprio nella zona centrale); il terzo strato rappresenterebbe il Paradiso, ed è ispirato alla statua della Pietà di Michelangelo: sono infatti presenti la Madonna (Madama) e quello che assomiglia molto a Cristo sorretto dalle braccia della Vergine (Pacifico). Kefka stesso, infine, è il punto di arrivo, reminiscenza del termine del viaggio di Dante, quando il poeta si ritrova davanti a Dio, che gli spiega il significato dell'esistenza: Kefka, nel ruolo di dio, appare davanti ai protagonisti spiegandogli che la vita non ha significato. Kefka appare con l'aspetto di una divinità maestosa e mostruosa allo stesso tempo, e la battaglia ha luogo in uno scenario psichedelico simile a un cielo rosato con nuvole d'oro, che rappresenterebbe il paradiso celeste.

CuriositàModifica

  • Molti aspetti della battaglia finale contro Kefka sono stati riadoperati in Final Fantasy VII per lo scontro ultimo con Safer∙Sephiroth. Entrambi i boss hanno l'aspetto di angeli, entrambi usano gli attacchi Alata distruttiva e Angelo crudele, e il combattimento è disputato in una dimensione pseudo-celestiale, con sfondo di nubi. Entrambe le battaglie, inoltre, evidenziano i volti degli antagonisti durante le loro mosse finali.
  • Kefka ha conquistato la vetta di numerose classifiche dei migliori cattivi e personaggi videoludici, tra cui:
    • Primo posto nella top ten dei migliori antagonisti dei videogiochi secondo il sito web GameSpot.
    • Terzo miglior cattivo videoludico nel numero 250 della rivista Nintendo Power. Nei Nintendo Power Awards, lo descrissero inoltre come "il miglior cattivo apparso in un videogioco per console in assoluto".
    • Primo posto nella lista di Complex dei 50 migliori cattivi videoludici.
    • Terza posizione nella classifica stilata dal sito web UGO.com dei 25 migliori personaggi della storia dei giochi di ruolo.
    • Secondo posto nella classifica di GamesRadar dei 100 più grandi antagonisti dei videogiochi, e prima posizione in un'altra lista simile stilata dallo stesso sito nel 2008.
    • I siti web Kotaku e GameSpy lo hanno nominato "il miglior cattivo della storia dei videogiochi".
    • Watchmojo e GameTrailers lo inseriscono al primo posto nelle loro rispettive classifiche dei 10 migliori personaggi della serie.
  • Kefka è molto più popolare in America di quanto non lo sia in Giappone: il motivo è dovuto alla traduzione dei suoi dialoghi ad opera di Ted Woolsey, che lo hanno reso meno infantile e più pericoloso, e che gli hanno dato battute e dialoghi tanto memorabili da essere ripresi in tutte le successive edizioni del gioco. La caratterizzazione di Kefka in Dissidia è un ibrido dell'originale giapponese e quella americana.
  • Kefka ha molte somiglianze, sia fisiche che caratteriali, con il Joker, la più famosa nemesi di Batman.
  • Nel videogioco "The Elder Scrolls III: Morrowind" c'è un percorso chiamato "Sepoltura di Kefka".
  • Kefka è stato il primo cattivo nella saga a cercare la divinità e l'unico a raggiungerla a tutti gli effetti. È inoltre l'unico cattivo ad aver trionfato su vasta scala sugli eroi ed essersi goduto la vittoria per un intero anno prima del loro ritorno.

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