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Un cristallo nel filmato iniziale di Final Fantasy IV

I Cristalli (クリスタル, Kurisutaru) sono pietre magiche che simboleggiano spesso i quattro elementi nella saga di Final Fantasy. Apparsi fin dal primo capitolo, essi sono diventati il marchio di fabbrica della serie, e anche se in alcuni giochi non compaiono direttamente, sono comunque sempre citati anche in quelli.

Nella maggior parte dei giochi, i cristalli sono in realtà spiriti coscienti che hanno assunto una forma particolare, e sono costituiti per lo più da anime di guerrieri e di saggi del passato, che possono dare a chi ne è degno forza e coraggio. L'energia che emanano è quella dei quattro elementi, perciò esistono sempre il cristallo del fuoco, il cristallo dell'aria, il cristallo dell'acqua e il cristallo della terra. Non è però sempre detto che ce ne siano solo quattro: anzi, spesso ne esistono addirittura otto, quattro a rappresentare la luce e quattro per l'oscurità (i cosiddetti cristalli oscuri). Nella maggior parte dei giochi in cui compaiono, i cristalli sono l'obiettivo centrale del cattivo di turno, che mira ad impossessarsene o a distruggerli per ottenerne il potere.
I cristalli sono spesso custoditi nella camera del cristallo, un luogo che dovrebbe essere al sicuro da ogni minaccia, ma che solitamente non lo è mai.

Attorno ai cristalli ruotano spesso numerose leggende, e scoprire la verità che esiste dietro queste leggende è altrettanto spesso uno degli elementi centrali della trama di un Final Fantasy.

ComparseModifica

Final FantasyModifica

Riportate i cristalli alla loro antica bellezza...
—Diversi abitanti del mondo di Final fantasy

Il primo capitolo è quello che consacra i cristalli come elemento ricorrente. Originariamente chiamati globi ("Orbs") per la loro forma a sfera, i cristalli sono custoditi all'interno di strutture che si adattano all'elemento che essi rappresentano.

I cristalli erano le quattro forze che mantenevano in equilibrio il mondo. Il cristallo della terra era nascosto nelle profondità della grotta della terra, quello del fuoco nella caldera del monte Gulg, quello dell'acqua all'interno del santuario sommerso, e quello dell'aria all'ultimo piano della fortezza volante.
Quattrocento anni prima degli eventi del gioco, la luce dei cristalli cominciò ad affievolirsi, e questa situazione peggiorò quando i demoni elementali viaggiarono dal passato per assorbire i loro poteri. La gente riponeva le loro speranze nella profezia di Lukahn, secondo cui sarebbero arrivati, un giorno, quattro guerrieri della luce, ognuno con in mano un frammento di cristallo, per riportare i cristalli originali al loro antico splendore.

Final Fantasy IIModifica

In questo secondo capitolo, i cristalli appaiono brevemente come custodi del tomo di Ultima, sulla cima della torre di Mysidia. Quando Firion, Maria, Guy e Ricard arrivarono sulla cima della torre, quattro cristalli dalla forma sferica donarono loro il potere della fiamma bruciante, la calma solitudine della terra, la purezza tranquilla dell'acqua e la forza e la libertà del vento. La stessa vicenda vide protagonisti Minwu, Scott, Josef e lo stesso Ricard, nella loro avventura attraverso Raquia: questa volta, tuttavia, il tomo era custodito non solo dai cristalli, ma anche dalla potente Ultima Weapon.

Final Fantasy IIIModifica

Qui i cristalli tornano ad avere un ruolo fondamentale. Disseminati in varie aree del mondo della luce, essi controllano e preservano l'equilibrio tra luce e oscurità, aiutati in questo dalle loro controparti oscure, situate nel mondo dell'oscurità.

Dopo il terribile terremoto profetizzato dai Gulgani, la grotta dell'altare si aprì sotto i piedi dei protagonisti, che vi trovarono all'interno il cristallo dell'aria, che i li consacrò come guerrieri della luce. Essi cominciarono dunque un viaggio che li portò a sconfiggere numerosi mostri, alcuni dei quali miravano a distruggere i cristalli stessi, e a scoprire che il loro continente non era altro che una piccola parte di un mondo ancora più grande.
I guerrieri della luce salvarono il cristallo del fuoco dal megalomane Gutsco, tolsero il cristallo dell'acqua dalle grinfie del kraken e ricevettero la benedizione del cristallo della terra all'interno del labirinto degli antichi.
In seguito, per poter sconfiggere la nube oscura, i guerrieri della luce dovettero liberare i guerrieri dell'oscurità sigillati all'interno dei cristalli oscuri, e il loro potere combinato riportò un'altra volta l'equilibrio nel mondo.

Final Fantasy IVModifica

In questo capitolo, i cristalli sono un dono fatto agli abitanti del pianeta azzurro dai Seleniani. Originariamente, sulla loro luna, i Seleniani avevano sedici cristalli, di cui otto furono portati sul pianeta per aiutare la razza umana a progredire.

Secoli prima degli eventi del gioco, i quattro cristalli della luce furono divisi tra quattro regni: il cristallo dell'acqua andò a Mysidia, quello del fuoco a Damcyan, quello dell'aria a Fabul e quello della terra a Troia. Altri quattro cristalli erano invece custoditi nel submondo, la terra dei nani: uno era custodito nel loro castello, un'altro all'interno della caverna proibita e gli altri due erano nascosti in un luogo non meglio identificato, mai mostrato durante il gioco. I cristalli erano patrimonio nazionale dei regni, e ne rappresentavano l'orgoglio stesso.

All'inizio del gioco, il regno di Baron, in crescente espansione avviò un processo di "recupero" dei cristalli, sottraendoli anche con la forza ai quattro regni tramite la sua flotta navale: le Ali rosse. Il cavaliere delle tenebre Cecil Harvey, comandante delle Ali rosse, si oppose a questo, diventando a tutti gli effetti un nemico di Baron. Il motivo per cui Baron desiderasse i cristalli fu spiegato dal potente Golbez, servo del seleniano Zemus, che desiderava sfruttare gli abitanti della terra, in modo da aprire la via per la luna e risvegliare così il gigante di Babil, che avrebbe distrutto la razza umana per sempre.

Sebbene i cristalli fossero stati recuperati tutti e il gigante di Babil fosse stato sguinzagliato, questo non bastò a fermare la determinazione di Cecil che, con l'aiuto dei suoi amici, distrusse il gigante e sconfisse anche Zemus, usando un cristallo infuso della purezza del proprio cuore per distruggere la sua oscurità.

Final Fantasy IV: The After YearsModifica

Ancora una volta, dopo diciassette anni di pace, i cristalli sono in pericolo.

Una forza malvagia, rappresentata da una misteriosa fanciulla, tramite gli Eidolon prese controllo del regno (e del re) di Baron e sfruttò nuovamente le Ali rosse per sottrarre i cristalli della Terra ai vari regni, per poi andare sulla luna per assorbire i poteri dei cristalli lunari e distruggerli.
In seguito, nelle profondità della seconda luna, numerosi personaggi sconfitti da Cecil e amici nel loro passato (tra cui gli arcidiavoli elementali), oltre a molti altri misteriosi "forestieri", furono resuscitati grazie al potere dei cristalli e nuovamente affrontati dai protagonisti. Dopo numerose battaglie, i protagonisti riuscirono a recuperare i cristalli della Terra, e li utilizzarono per rendere la causa di tutto, il Creatore, vulnerabile alle loro armi. Il Creatore, sovraccarico di energia, collassò e distrusse la luna.

Final Fantasy VModifica

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Ancora una volta, i cristalli sono le quattro forze che mantengono il mondo in equilibrio, e ancora una volta essi sono affiancati da controparti oscure.

I cristalli furono creati secoli prima degli eventi del gioco, durante la battaglia contro lo stregone Enuo, che portò al sigillo sul Nulla e alla divisione dell'originale Pianeta R in due mondi distinti. Per tenere i mondi separati e consentire agli elementi di rimanere in equilibrio, dodici guerrieri della luce sigillarono le loro anime in otto cristalli, in cui imbrigliarono il potere degli elementi e da cui gli elementi stessi dipendevano. I cristalli furono usati per la prima volta dai guerrieri dell'alba per sigillare il malvagio Exdeath nella crepa interdimensionale.
Nel primo mondo, i cristalli erano stati spartiti tra quattro regni: quello dell'aria apparteneva a Tycoon, quello dell'acqua a Walz, quello del fuoco a Karnak e quello della terra al defunto regno di Ronka.
Anni dopo, la forza di Exdeath cominciò a ritornare dal nulla in cui era stato confinato, e i cristalli, uno per uno si creparono e si ruppero. La forza delle anime imprigionate al loro interno diede nuovi poteri ai nuovi guerrieri della luce, Bartz, Lenna, Faris e Galuf (poi sostituito dalla nipote Krile), e diede loro la possibilità di raggiungere Exdeath nel suo castello e sconfiggerlo. Purtroppo, però, Exdeath tese un inganno ai protagonisti, costringendoli a distruggere essi stessi i cristalli del secondo mondo, causando il collasso dell'equilibrio e riportando il pianeta R al suo stadio originale. Questo permise a Exdeath di evocare il nulla per inghiottire pian piano il mondo.
Grazie all'aiuto dei loro amici, però, i guerrieri della luce entrarono nella crepa e sconfissero Exdeath. Dal loro cuore nacquero nuovi cristalli per proteggere il pianeta R.

Final Fantasy: Legend of the CrystalsModifica

Duecento anni dopo gli eventi del gioco originale, il pianeta R è minacciato da una nuova forza malvagia.

Il potente Lardevil, proveniente da un mondo vicino, assorbì la conoscenza di Shido per comprendere i segreti dei cristalli che lo scienziato avrebbe voluto portarsi nella tomba. Il nipote Mido, morto per difendere il nonno da Lardevil, diede il suo potere al cristallo dell'aria e iì attese il momento giusto per liberarlo. Una discendente di Bartz, Rinari, avvertendo un cambiamento nell'aria, viaggiò verso il tempio del vento per recuperare il cristallo, che per proteggersi entrò nel suo corpo. Al momento opportuno, Mido rivelò cosa fosse successo e perchè i cristalli stessero scomparendo.
La forza combinata dei nuovi guerrieri della luce, Rinari, Pritz, Rouge e Balcus, oltre ad uno stormo di chocobo spennati, riuscirono a sconfiggere Lardevil e a riportare i cristalli ai rispettivi posti.

Final Fantasy VIModifica

Nel sesto capitolo sembra non esserci effettivamente traccia dei cristalli classici. Il solo riferimento esistente è dato dalla cristallizzazione degli Esper, alla loro morte, in quelle che sono conosciute come magiliti. Le magiliti racchiudono dentro di sè lo spirito dell'Esper, e questo è in grado di trasmettere nuovi poteri a chi lo tiene stretto a sè. Le magiliti scomparvero dal mondo dopo la sconfitta definitiva di Kefka.

Compilation di Final Fantasy VIIModifica

Sebbene il mondo in cui è ambientato Final Fantasy VII sia molto diverso dai precedenti, un evidentissimo riferimento ai cristalli è riscontrabile nelle piccole sfere magiche conosciute come materie. Le materie inglobano dentro di sè la conoscenza dei Cetra, che può essere usata per rafforzare corpo e spirito, non senza qualche effetto collaterale. Le materie si sono formate dal flusso vitale, da dove veniva anche l'energia mako, che permetteva di utilizzarle al meglio.

Il vero riferimento ai quattro cristalli presenti negli altri capitoli, però, è la presenza delle materie dense. Queste strutture sono la forma primigenia della materia e sono riconoscibili per le loro dimensioni e per la loro forma, chiaro rimando ai cristalli. Durante la compilation ne compaiono quattro: una rossa, una verde, una blu, e una gialla. Mentre nel gioco principale, le materie dense dovevano essere semplicemente recuperate e portate a Cosmo Canyon (quella blu permetteva di ottenere Bahamut ZERO), in Crisis Core -Final Fantasy VII- le quattro materie vengono evocate da Sephiroth durante la prima battaglia contro di lui, e in seguito sono incontrate come mostri comuni nei sotterranei di Banora.

Final Fantasy VIIIModifica

In questo capitolo, il solo riferimento ai cristalli presente è la grande colonna di cristallo, causa del primo pianto lunare e della distruzione di Centra, che costituisce ora il nucleo energetico della Lunatic Pandora.

La colonna era una gigantesca formazione cristallina di dubbia provenienza, carica di vari tipi di energia, il cui influsso sulla luna era capace di provocare disastri terrificanti. Scoperto dal regno di Esthar ai tempi del dominio di Adele, il pilastro fu riportato alla luce e trasportato fino al continente. Grazie alla collaborazione del Dottor Odine, la colonna di cristallo fu rivestita con una gigantesca corazza alta più di un chilometro e in grado di volare, che permise lo spostamento dell'immensa struttura da un capo all'altro del continente.
La Lunatic Pandora, così fu chiamata, era stata progettata perchè creasse un pianto lunare artificiale e controllato, ma il primo tentativo (che causò il cratere di Trabia) spaventò tanto i realizzatori che dovettero costruire una struttura che servisse a contenere il potere del pilastro: Tear's Point.

Final Fantasy IXModifica

Il nono capitolo, forte delle sue innumerevoli citazioni ai capitoli precedenti, presenta i cristalli come punto centrale del gioco. Il primo cristallo con cui il giocatore entra in contatto è il ciondolo ancestrale della principessa Garnet, in realtà parte di un gruppo di quattro frammenti che servono a comporre la gemma di Alexander. I frammenti erano stati divisi tra quattro regni: Alexandria, Burmesia, Cleyra e Lindblum e la regina Brahne mirava ad impossessarsene per poter conquistare il mondo per conto di Kuja. Questo è un evidentissimo rimando a Final Fantasy IV, perchè Alexander rocorda molto il gigante di Babil, il rapporto tra Brahne e Kuja è simile a quello tra Golbez e Zemus, e perchè i quattro cristalli sono recuperati da un paladino, Beatrix, che finirà poi per redimersi.

Il vero cristallo che simboleggia il nono capitolo, però, è il grande cristallo che funge da nucleo del pianeta Gaya. Ogni pianeta possiede un cristallo, e questo cresce in base ai ricordi degli abitanti del pianeta stesso, che dopo la morte lo raggiungono e gli donano forza e conoscenza. Il cristallo, per proteggere se stesso, crea gli spiriti dell'invocazione, con cui possono comunicare solo coloro che hanno una grande forza interiore. Quando un pianeta muore, il cristallo al suo interno non disperde i suoi ricordi, ma questi vanno ad aggiungersi a un cristallo più grande, da cui poi possono partire nuovi ricordi, per formare un nuovo cristallo.
La civiltà di Tera, il paneta vicino di Gaya, era riuscita a sviluppare una tecnologia che permettesse di assorbire i cristalli di altri pianeti per permettere al loro di non morire. Il tentativo effettuato con Gaya, però, non andò a buon fine, data la differenza di età tra i due mondi, così i Terani dovettero ritentare il processo dall'interno, filtrando i ricordi di Gaya e sostituendoli con i loro. Il tentativo fu nuovamente vanificato da Kuja, che prima distrusse Tera e poi tentò di distruggere anche Gaia, finendo però con l'essere sconfitto lui stesso.

Final Fantasy XModifica

Un riferimento ai cristalli del quarto capitolo è presente nella turbotecnica delle Sorelle Megas, Attacco Delta: durante l'esecuzione le tre sorelle, peraltro esse stesse riferimento a Final Fantasy IV, circonderanno i nemici in otto cristalli e li colpiranno con un enorme raggio luminoso.

Final Fantasy XIModifica

Final Fantasy XIIModifica

Io, Giudice Magister Zecht, ti condanno all'oblio!
—Reddas mentre distrugge la Crisalide solare

Il dodicesimo capitolo della saga presenta numerosi tipi di cristallo. Il primo con cui si entra in contatto dall'inizio del gioco è il salvocristallo, blu o arancione, che funge da punto di salvataggio, di cura e (se è arancione) di teletrasporto da un luogo all'altro. A Ivalice esistono diversi cristalli che sono usati in vari modi, soprattutto come lumi o oggetti decorativi (a Nalbina un cristallo è usato come proiettore di scudo antibombe, ma può funzionare solamente se c'è almeno un sacerdote a controllarlo). Altri cristalli sono visti a Bhujerba, dove enormi formazioni naturali di levitite mantengono in aria l'isola su cui è costruita. Una particolare specie di mimik, chiamata Cristallaracne, può assumere le sembianze di un salvocristallo.

Un altro famoso esempio di cristallo è il Grande Cristallo di Giruvegan, un cristallo di immense dimensioni creato dagli dei Occuria, in cui sono state imprigionate Ultima e Shemhazai, e da cui si accede alla dimora degli Occuria stessi. Altro cristallo, altrettanto importante, è la crisalide solare, un'enorme formazione luminosa scesa sulla terra come un meteorite per volere degli Occuria e posta sulla cima del faro di Ridorana (da cui l'appellativo di "faro"). Da questo cristallo sono stati ricavati in tempi antichi dei frammenti di negalite, tra cui il "frammento d'aurora" e "frammento del crepuscolo", reliquie possedute dal re Dinasta Raithwall e passate alla sua discendenza. L'ultimo possessore noto era Raminas B'nargin Dalmasca: l'obiettivo principale di sua figlia Ashe era rientrarne in possesso dopo la loro scomparsa, per dimostrare la sua discendenza e salire al trono del regno di Dalmasca, minacciato dall'impero di Archadia, che ne aveva fatto suo feudo. Secondo gli Occuria il solo modo per negare ad Archadia il suo dominio era distruggere la crisalide solare con la spada dei re o la spada del patto, in modo da riportare tutto il controllo sul mondo agli dei. In modi diversi, sia Archadia che Ashe si opposero a questo, riportando le redini della storia nelle mani dell'uomo.

Final Fantasy XIIIModifica

In questo capitolo, i cristalli tornano ad avere un ruolo estremamente rilevante per i singoli personaggi: i cristalli governano il mondo, ma qui prendono la forma delle divinità note come fal'Cie. Questi esseri, apparentemente onnipotenti, hanno creato il satellite artificiale di Cocoon, che si libra nei cieli di Gran Pulse grazie alla loro forza. Attraverso i loro poteri, i fal'Cie sono in grado di scegliere degli umani e trasformarli in l'Cie, rendendoli più potenti, capaci di usare la magia e virtualmente immortali. In un certo senso, gli l'Cie sono considerabili degli avatar dei fal'Cie stessi.

Quando una persona è marchiata da un fal'Cie, diventando un l'Cie, ottiene anche un cristallo, inizialmente nascosto nel suo corpo. Durante il gioco, i cristalli dei personaggi fungono da sistema di sviluppo tramite quello che è il Cristallium, attraverso il quale è possibile apprendere nuove abilità e potenziare le statistiche man mano che si avanza nella storia. Il cristallo di un l'Cie è anche chiamato esperite, poiché racchiude la forza di un potente Esper, che può essere invocato quando il l'Cie è nella giusta condizione.

Quando inoltre un l'Cie compie la sua missione, entra in uno stato di cristallizzazione, in cui rimarrà per un periodo indeterminato, dopo il quale sarà finalmente libero.

Final Fantasy XIII-2Modifica

Lightning Returns: Final Fantasy XIIIModifica

Final Fantasy XIVModifica

Final Fantasy XVModifica

Final Fantasy TacticsModifica

Nel primo capitolo della Ivalice Alliance, i cristalli appaiono in modo molto particolare.

Quando un'unità viene sconfitta e non è rianimata entro tre turni, si trasformerà in un forziere o un cristallo, scomparendo definitivamente dal party se ne faceva parte. Il cristallo può essere raccolto da una qualsiasi altra unità in campo per recuperare completamente i propri HP ed MP e, se l'unità cristallizzata aveva a disposizione abilità accessibili al personaggio che lo raccoglie, quest'ultimo potrà apprenderne una in modo completamente gratuito.
I cristalli possono inoltre avere la funzione di illuminare l'ambiente delle segrete del giuramento, normalmente completamente buio.

Final Fantasy Tactics AdvanceModifica

Il Palazzo di Bervenia ha rotto il silenzio sui cristalli, cambiando radicalmente la propria politica al riguardo. Secondo le informazioni diffuse, i cristalli esistono in speciali pieghe dello spazio, chiamate "giunture". Sul rapporto si legge che "si useranno metodi speciali per proteggere i cristalli e la loro benefica magia, patrimonio di tutta Ivalice".
—Voce di taverna
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Marsh e Famfrit davanti ad un cristallo

Nel secondo capitolo tattico della saga cinque cristalli, uno per ogni razza di Ivalice, sono ciò che governa il mondo creato da Mewt. Questa volta, però, è il protagonista stesso, Marsh Radiju a volerli distruggere, in quanto senza di essi Ivalice tornerebbe ad essere solo un sogno.

I cristalli erano enormi manufatti magici del mondo di Ivalice, la cui esistenza era nota solamente alla famiglia regale di Bervenia e gelosamente mantenuta segreta. Molte voci giravano tuttavia sulla loro esistenza, come per esempio il fatto che fossero custoditi in misteriose "pieghe dello spazio" e che la loro energia magica fosse responsabile di molti mutamenti, quali il periodico impazzire degli animali selvatici.
Dopo aver per caso distrutto il primo cristallo, controllato dal Totema Famfrit, al ragazzo fu rivelato che se tutti i cristalli fossero stati distrutti un altro mondo sarebbe stato svelato. Marsh cercò dunque gli altri cristalli, inimicandosi tutti tranne chi già prima non simpatizzava per Mewt; quest'ultimo non potè fare altro che chiedere leggi più severe, che la regina Remedi approvò con la scusa di proteggere i cristalli stessi. Fu in quell'occasione che il Palazzo rivelò pubblicamente l'esistenza dei cristalli.
Con il tempo, anche chi prima aveva opposto Marsh si alleò con lui per sconfiggere definitivamente la folle paura di Mewt di perdere ciò che aveva riottenuto, e che nella forma della regina Remedi e di Llednar Twem stava portando il ragazzo alla pazzia. In realtà, anche con la distruzione dei cristalli, il sogno di Mewt restò vivo e concreto, e solo dopo la sconfitta della forza nota come Li-Grim Marsh riportò se stesso ed i suoi amici nel mondo reale.

Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the RiftModifica

Final Fantasy: The 4 Heroes of LightModifica

O figli della speranza! A voi concedo questo dono di luce, sopra la vostra testa una corona del potere.
—Il Cristallo

Anche in questo spin-off, i cristalli svolgono un ruolo centrale nella trama come nel gameplay. È infatti un cristallo a scegliere i quattro bambini protagonisti come "Eroi della Luce" per combattere le tenebre che minacciano la luce dei cristalli, ed è ancora lo stesso cristallo a comparire dopo ogni traguardo raggiunto per donare ai quattro le corone, strumenti magici con i quali i protagonisti potranno cambiare mestiere. Nel gioco compaiono, inoltre, delle gemme, ottenibili sconfiggendo i nemici, che possono essere usate per potenziare le corone e l'equipaggiamento o vendute per ingenti somme di guil.

Bravely DefaultModifica

Final Fantasy DimensionsModifica

In questo capitolo il mondo intero è sorretto da un cristallo, custodito nella nazione di Lux, e la sua rottura porta i frammenti a spargersi per i due mondi in cui esso si divide: il mondo della luce e il mondo dell'oscurità.

In entrambi i mondi, i guerrieri della luce e i guerrieri dell'oscurità viaggiano alla ricerca dei frammenti, ottenendo da essi i poteri legati a varie classi combattenti.

Dissidia Final FantasyModifica

Anche nel picchiaduro per PlayStation Portable ritorna il tema dei cristalli: ognuno dei dieci guerrieri di Cosmos ha il compito di trovare il proprio cristallo. I cristalli, che ricordano ognuno il capitolo di provenienza dei personaggi (come una diziosfera per Tidus o una materia per Cloud), sono la manifestazione del potere di Cosmos stessa, concesso ai suoi guerrieri dopo essersi sacrificata per salvarli dall'orda di manikin. Il potere dei cristalli, a detta di Garland, può essere la chiave per spezzare l'infinito ciclo di guerra eterna che caratterizza il mondo.

Per ottenere il proprio cristallo, ogni guerriero deve affrontare le proprie paure, e il proprio nemico giurato, da solo, seguendo solo i sentimenti del suo cuore. L'ultimo guerriero ad appropriarsi del cristallo è il Guerriero della luce, e forti di tale potere i dieci eroi possono dirigersi verso colui la cui sconfitta porrà fine alla guerra: Chaos.

Dissidia 012 Final FantasyModifica

Nel picchiaduro-prequel è presente un riferimento ai cristalli oscuri: portando il guerriero di Cosmos Jecht dalla parte della discordia, l'Imperatore sosterrà sia possibile generare un cristallo oscuro.

È inoltre spiegato negli appunti che i manikin sono fatti dello stesso materiale dei cristalli, che nel Nulla prende la forma dei guerrieri.

Theatrhythm Final FantasyModifica

Theatrhythm Final Fantasy Curtain CallModifica

Final Fantasy Airborne BrigadeModifica

Final Fantasy All The BravestModifica

I cristalli vengono menzionati nel prologo del gioco, pur non comparendo nel gioco effettivo.

Final Fantasy Fables: Chocobo TalesModifica

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